Il gruppo Stellantis è in grave difficoltà, ma ora punta su un nuovo carburante per rilanciarsi. Ecco perché è una novità fondamentale.
Sono tempi duri per chi è impegnato nel mercato dell’auto, un settore in cui regna l’incertezza, tra cali delle vendite, prezzi in aumento e questioni come i dazi doganali. Stellantis sta faticando enormemente nel tentativo di uscire dalla crisi, e dopo l’addio del CEO Carlos Tavares è in corso una ristrutturazione interna. Oltre al calo delle vendite, la holding multinazionale olandese deve affrontare altre problematiche, tra cui il calo della qualità dei propri prodotti, che scatenano vaste campagne di richiamo.
Nelle ultime ore, è stato annunciato il richiamo di circa 2.000 auto in Francia, affette da un grave problema tecnico. Secondo quanto reso noto, c’è il rischio che un guasto al software provochi lo spegnimento improvviso del motore durante la marcia, un qualcosa che non può passare inosservato. Nel frattempo, Stellantis ha accettato una nuova sfida sul fronte dei carburanti, una tematica molto dibattuta al giorno d’oggi. Il gruppo diretto da John Elkann punta molto sull’elettrico, ma non vuole chiudere del tutto la porta ai motori a combustione interna, ed è in tal senso che ha comunicato una decisione importante.
L’Europa vuole chiudere ai motori termici a partire dal 2035, ma c’è ancora una speranza per la combustione interna, vale a dire i biocarburanti, sui quali anche il gruppo Stellantis ha scelto di puntare. La holding multinazionale olandese ha approvato il loro utilizzo sui suoi modelli, ed ha spiegato come potranno essere utilizzati sulle auto che sono già in circolazione, oltre ad annunciare che, ovviamente, anche le vetture che saranno prodotte in futuro potranno sfruttarli.
Al momento, i biocarburanti saranno disponibili sui motori diesel Euro 6 attualmente in circolazione, come i MultiJet da 1.300, 1.600, 2.000 e 2.220 cc di cilindrata. I biodiesel saranno disponibili anche sul motore V6 da 3.000 cc di cilindrata, ed è un gasolio del tutto ecologico, che non sfrutta il petrolio. Infatti, questo particolare carburante sfrutta grasso animale, olio di frittura esausto ed, in generale, oli vegetali. Dunque, anche il diesel ha ancora una speranza per il futuro, e vedremo se l’Europa, nei prossimi anni, deciderà di aprire a questi combustibili.
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