Il colosso italo-francese stava già affrontando delle difficoltà. Le scelte del nuovo presidente degli Usa rischiano di frenare la risalita.
Il 2 aprile, per il presidente Trump, sarà il “Liberation day”. Cosa intende? “Presto arriveremo a 5 trilioni di dollari di investimenti in 2 mesi, sono numeri mai visti negli Stati Uniti. Introdurremo dazi reciproci nei confronti di paesi che ci tassano, saremo molto gentili con gli altri paesi”, ha affermato il tycoon senza scendere nel dettaglio dei provvedimenti che verranno annunciati in una conferenza nel Rose Garden della Casa Bianca. I dazi del 25% sulle auto prodotte al di fuori degli Stati Uniti dovrebbero entrare in vigore il 3 aprile. I dazi saranno applicati anche a pezzi di ricambio prodotti all’estero.
Il gruppo automobilistico italo-franco-americano, Stellantis, dispone di stabilimenti strategici situati in Canada e Messico, che svolgono un ruolo fondamentale nel rifornimento della rete di concessionari presenti sul territorio statunitense. Tuttavia, l’applicazione dei dazi imposti dall’amministrazione Trump avrà conseguenze rilevanti, incidendo in modo significativo sui costi dei veicoli e dei componenti importati dall’estero, una categoria che rappresenta una parte considerevole delle vendite annuali di Stellantis. L’impatto dei nuovi dazi potrebbe tradursi in una perdita di 7,1 miliardi di dollari sugli utili dell’azienda.
Stellantis nei guai
Trump, a poche ore dall’introduzione dei dazi, ha incontrato John Elkann, Presidente di Stellantis. Nell’incontro, Elkann non ha chiesto uno stop ai dazi previsti sulle auto prodotte al di fuori degli Stati Uniti. Il colloquio ha riguardato in particolare gli standard ambientali. Elkann ha espresso il suo impegno nei confronti della visione dell’amministrazione statunitense di portare più lavoro negli Stati Uniti.

Stellantis potrebbe spostare la produzione dal Messico e dal Canada agli Stati Uniti, se necessario, e utilizzare un’attuale capacità produttiva di 1,3 milioni di veicoli per evitare i dazi. La guerra economica a tutto campo diventa quindi realtà, si amplia e oggi preoccupa le Borse europee (Piazza Affari è in calo, ma sta limando i ribassi) e i titoli del settore, da Stellantis (-3,7%) a Porsche (-6,24%) passando per Bmw (-4,48%), Mercedes (-4,81%), Volkswagen (-2,87%). Effetto boomerang anche sui gruppi Usa come Tesla (-1,30%) e General Motors (-8,7%) visto che la misura decisa dal presidente americano Donald Trump pesa per il 46% delle auto vendute negli Usa. Il concretizzarsi dei dazi ha avuto, dunque, l’effetto temuto sui mercati che ora fanno davvero i conti con una minaccia concreta e che avrà quindi un forte impatto sui bilanci delle società delle quattro ruote.