Il gruppo Stellantis ha fatto sapere di voler puntare sull’Italia, ma non ci sono certezze su uno stabilimento del Sud Italia. I dettagli.
Dopo le dimissioni del CEO di Stellantis Carlos Tavares, protagonista lo scorso anno di diversi battibecchi con il Governo italiano, i rapporti tra l’esecutivo e la holding multinazionale olandese sembrano essersi parzialmente distesi, ma ora c’è bisogno di passare dalle tante promesse ai fatti. Il presidente John Elkann è andato in audizione in Parlamento, per aggiornare sugli investimenti del gruppo in Italia, assicurando che il nostro paese assumerà un ruolo centrale nel futuro dell’azienda.
Fare peggio del 2024 sarà complesso, considerando che la produzione di auto in Italia è scesa per la prima volta da tempo immemore sotto il mezzo milione di unità, un tracollo rispetto al passato. Tuttavia, secondo gli analisti occorrerà attendere quantomeno il 2027 per una ripresa più sicura, dal momento che la crisi che Stellantis sta vivendo non ha precedenti. Nel frattempo, permangono i dubbi sulla tanto chiacchierata Gigafactory di Termoli, in Molise, dove si era parlato di un sito di produzione di batterie per auto elettriche. Scopriamo quali sono gli ultimi sviluppi in tal senso.
Stellantis, ancora dubbi sulla Gigafactory di Termoli
Il presidente di Stellantis John Elkann non ha di certo sciolto i dubbi sul futuro della Gigafactory di Termoli, un progetto di cui si parla da anni, ma che non si è mai concretizzato. Ferdinando Uliano, segretario generale della Fim-Cisl, ha sottolineando la necessità di avere maggior chiarezza sulle strategie del gruppo: “Le parole di Elkann ribadiscono quanto comunicato già al Mimit lo scorso dicembre, evidenziando un cambio di rotta rispetto alla gestione di Carlos Tavares. Positivo il fatto che Stellantis consideri l’Italia un paese centrale e che abbia escluso la chiusura degli stabilimenti, ma servono garanzie sui tempi dei lanci produttivi, perché la cassa integrazione pesa sui siti del gruppo“.

Se l’accordo con ACC dovesse saltare, Stellantis sarà costretta a cercare altri partner per mandare avanti il piano della Gigafactory di Termoli, in modo da garantire all’Italia la possibilità di produrre da sé le batterie per le auto elettriche. Occorrerà anche un intervento sul costo dell’energia, in modo da privare il gruppo di tutti gli alibi possibili immaginabili che potrebbero giustificare la mancanza di investimenti dalle nostre parti. Rocco Palombella, segretario della Uilm, non è stato da meno rispetto al collega, auspicando che Stellantis riesca a passare presto dalle parole ai fatti, dopo mesi di promesse ed annunci.