La Tesla sta vivendo una fase di crisi inaspettata. Le ombre cinesi stanno iniziando a far spavento ad Elon Musk.
Il brand californiano sembrava lanciatissimo a diventare il numero 1 al mondo, ma qualcosa pare essersi rotto. Il fondatore ha preso delle posizioni politiche che hanno reso sempre più difficile seguire la sua filosofia green. L’appoggio a Trump e alle politiche estremistiche tedesche hanno cominciato ad allontanare numerosi clienti. E’ nata, forse, un antipatia verso Elon Musk per il suo saluto romano in occasione dell’elezione del Presidente degli USA o, semplicemente, perché l’hype sulle EV era destinato a finire prima o poi.
Gli scenari attuali vedono in primo piano i marchi cinesi che stanno prendendo sempre più piede a livello internazionale. I prezzi più bassi, frutto anche di una manodopera che puzza di sfruttamento degli operai, sta rendendo possibile un miracolo inimmaginabile. Fino a pochi anni fa Elon Musk derideva il prodotto interno cinese della BYD e ora il colosso ha superato il numero di vendite della Tesla. Questa settimana per il fondatore della Tesla si è aperta nel peggiore dei modi.
Tonfo Tesla a Wall Street
Il titolo della Casa automobilistica americana ha cominciato la settimana in forte calo in borsa. Ha concluso la seduta con una flessione che ha varcato la soglia del -13%. Gli investitori hanno bocciato le performance di mercato del brand, che in Cina ha perso molto adepti, chiudendo con un -49% nel mese di febbraio, il quinto mese di fila in flessione nel Paese del Dragone Rosso.

La Tesla, lo scorso mese, ha registrato 30.688 immatricolazioni in Cina. E’ il dato più basso dal luglio del 2022, quando si era attestata sugli 28.217 esemplari. La quota mercato è crollata sotto la soglia del 5%. La BYD, invece, ha registrato da inizio anno un +24% sul mercato locale. Morgan Stanley ha ammesso la possibilità che l’esposizione di Tesla in Cina possa “continuare a ridursi sistematicamente“, portando il peso del fatturato cinese “dal 21% dell’anno scorso a meno del 7% nel 2030“.
La Tesla sta avendo problemi anche in Europa, dove a marcato un – 76% in Germania (1.429 unità), un – 45% subito in Francia e un – 54% registrato nel nostro Paese, sempre nel mese di febbraio. La sensazione è che il successo di Tesla fosse, strettamente, legato alle politiche di Biden e alla moda del momento. Venendo meno la diffusione delle EV e con i dazi di Trump la Tesla, nonostante il restyling della Model Y, la Tesla farà molta fatica a crescere contro i competitor stranieri.