Non un bel ricordo dell’Italia di certo, quello che il centrocampista, Sergej Milinkovic-Savic assocerà alla sua auto.
Facendo un gioco con l’assonanza col suo nome, veniva chiamato Il Sergente. I telecronisti italiani però per un po’ potranno dimenticare il nome di Sergej Milinkovic-Savic, ormai a tutti gli effetti un ex calciatore della Lazio. Anche lui si unirà al ricchissimo Al-Hilal Saudi Club dove raggiungerà l’ex Porto, Ruben Neves e l’ex Napoli e Chelsea, Kalidou Koulibaly.
Le società saudite fanno sul serio e non badano a spese e così portano via ancora un ottimo calciatore dai campionati europei. La Lazio in passato avrebbe potuto guadagnare molto di più dalla cessione di uno dei migliori centrocampisti del campionato, ma si è sempre rifiutata di trattare. Per questo, Milinkovic-Savic era ormai diventato una bandiera biancoceleste e quella appena trascorsa era stata la sua ottava stagione laziale.
Tante soddisfazioni e tanti bei ricordi per il classe ’95 serbo che dopo un anno al Genk conobbe con la Serie A il calcio che conta. Purtroppo però non ci sono soltanto belle giornate da mettere nel bagaglio dei ricordi di Sergej, anzi ci fu anche una brutta disavventura diversi anni fa.
Nel 2019 infatti, il centrocampista dai piedi buoni tornava da una trasferta per scoprire che dalla sua casa capitolina era stata portata via l’auto comprata solo un mese prima. L’allora ventitreenne sporse denuncia per il furto avvenuto in via Cortina d’Ampezzo, dove risiedeva. Tra l’altro le deposizioni dell’epoca vedevano anche l’Abarth 500 di Milinkovic-Savic ancora non assicurata in Italia contro furto e incendio. Oltre al danno quindi, anche la beffa.
Il centrocampista aveva acquistato la sua nuova vettura in Germania prima dell’inizio del campionato. Una volta portata in Italia poi l’intenzione era quella di immatricolarla con targa italiana e stipulare un accordo per l’assicurazione, ovviamente proprio in Italia, dove giocava.
Al momento dell’accaduto in casa c’era un amico del calciatore che non aveva avuto tempo per completare con lui alcune operazioni prima di partire per la sua trasferta, consentendogli quindi di attendere lì. Sicuramente lo stesso amico all’epoca non si sarà accorto di nulla perché infatti il calciatore si accorse della mancanza dell’auto dal garage, solo al suo ritorno.
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