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Moto

Superbike, quali case ci corrono? Ecco le moto coinvolte

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Giovanni Messi

La Superbike accoglie tante case al via, ed oggi vi parleremo delle varie moto che gareggiano. Ecco quali sono e le loro caratterstiche.

In Indonesia, sul tracciato di Mandalika, sta per prendere il via il secondo appuntamento stagionale del mondiale Superbike, che ha già messo ben in chiaro chi sono i favoriti. Alvaro Bautista ha demolito la concorrenza in Australia, sul tracciato di Phillip Island, con una prova di forza spaventosa.

Superbike ecco le case al via (ANSA)

Il campione del mondo della Superbike ha vinto entrambe le gare più la Superpole Race, fuggendo via in classifica con 62 punti, contro i 34 del primo inseguitore, ovvero Andrea Locatelli con la Yamaha. Nella giornata odierna, vi spiegheremo quali sono le varie case coinvolte nel campionato.

Superbike, ecco le case costruttrici al via del campionato

La Superbike ha sempre attirato tanti costruttori, ed oggi vi andremo a raccontare le loro caratteristiche tecniche. Dal 2022, il dominio è tornato nelle mani della Ducati, ovvero la casa più vincente nella storia delle derivate di serie, che per alcuni anni si era però arresa al dominio dei marchi giapponesi.

Alvaro Bautista, come ampiamente detto, è il grande favorito anche per questa stagione, ed ora si dirige verso l’appuntamento di Mandalika, in Indonesia, dopo aver dettato legge lo scorso week-end in quel di Phillip Island, nel Gran Premio d’Australia. Ora vi racconteremo nel dettaglio tutte le diverse moto al via.

  • Ducati Panigale V4 R: La Superbike è famosa perché vede al via moto derivate da quelle di serie, e non dei prototipi pensati solo per la pista come accade invece in MotoGP. Il modello della casa di Borgo Panigale deriva dalla Panigale V4, e la versione R è quella pensata per le gare. Il motore da 1103 cc è stato sostituito con un 998 cc, che spinge la potenza massima sino a 221 cavalli, così come la ciclistica e l’elettronica sono state sviluppate in maniera importante rispetto a quella stradale. Stesso discorso è valido per la strumentazione;
  • Honda CBR 1000RR: Al contrario della MotoGP, la Honda non ha una storia così vincente in questo campionato, al quale ha però partecipato quasi sempre. Questo modello è spinto da un motore a quattro cilindri in linea da 1000 cc, la cui potenza è stimata attorno ai 217 cavalli, leggermente inferiore rispetto alla Ducati;
  • Kawasaki ZX-10RR: Si tratta della moto che ha dominato la scena dal 2015 al 2020, quando Jonathan Rea l’ha portata al titolo mondiale per ben sei anni di fila. Spinta da un motore che eroga circa 210 cavalli, ha sempre avuto nell’agilità in curva il suo segreto, così come la precisione nelle fasi di staccata, mentre sul fronte della potenza massima non è stata spesso ai livelli della concorrenza;
  • Yamaha YZF R1: Campionessa nel mondo nel 2021 con Toprak Razgatlıoğlu, ha una potenza ancor inferiore alle rivali, che si attesta attorno ai 200 cavalli. Anche lei ha però un ottimo telaio, anche se negli ultimi tempi, la forza della Ducati l’ha fatta invecchiare, e per dar battaglia alla Rossa ci sarà sicuramente da rivedere qualcosa;
  • BMW M1000 RR: Il suo motore garantisce una potenza di ben 212 cavalli, ma la sensazione è che le manchi sempre qualcosa per fare il passo in avanti decisivo e giocarsi i risultati più importanti. La speranza è che in futuro abbia la possibilità di crescere e sfidare le prime della classe.

Il campionato riservato alle derivate di serie dà spazio al meglio del motociclismo mondiale, ma ora dobbiamo augurarci che la Ducati non si dimostri così troppo superiore ai rivali, altrimenti c’è il serio rischio di annoiarsi. In Australia, neanche la pioggia ha fermato Bautista, che con la sua Rossa ha ormai trovato un feeling che non era immaginabile.

Le prossime tappe saranno fondamentali, e già l’Indonesia sarà un bel banco di prova, visto che si tratta di una pista dove la Ducati non si è mai esaltata troppo, neanche in MotoGP. Tra poche ore scatteranno le prime prove libere, per poi dare la possibilità ai piloti di sfruttare tutto il potenziale in qualifica ed in gara.

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